Rifugiati, il cuore invisibile della cittą

Rifugiati, il cuore invisibile della città

Il prossimo 20 giugno sarà la festa della responsabilità sociale che non si vede. Ma che, per molti, è un mattone fondamentale per reggere la società. Anzi, per farne parte. Giovedì prossimo, infatti, sarà la Giornata mondiale dei rifugiati, iniziativa avviata per la prima volta nel 2001 a livello mondiale dall’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (Unhcr). E per la quale Milano ha numeri da non nascondere. Anzi, per una volta, da cercare di leggere con attenzione. E con il cuore. Per comprendere cosa c’è, una tantum, dietro le quinte.

Tra chi attende con passione l’occasione di raccontare la propria storia, c’è chi su storie di rifugiati ci spende la vita. A Milano, un punto di riferimento è la cooperativa Farsi Prossimo promossa vent’anni fa dalla Caritas Ambrosiana per dare risposte concrete e tempestive a persone che, nell’area metropolitana milanese, si trovano in situazione di temporaneo disagio. «Farsi Prossimo - spiega Paolo Pagani, responsabile del Centro diurno Rifugiati Il filo dell’Acquilone – ha una forte esperienza nell’assistenza a rifugiati, uomini, donne e bambini che scappano da persecuzioni reali per cominciare una nuova vita». Fatevi un giro nei pressi dell’antica chiesa di San Cristoforo sui navigli, e capirete cosa significa dare un impegno (e perciò una speranza) a chi non ha riferimenti.

 

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Postata in Dicono di noi Lunedì 17/06/2013
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